Teo 2/3 – La coppia

Racconto

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Stai leggendo il racconto "Teo 2/3 – La coppia", capitolo 2 di 3 della serie "Teo".
Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Quando nel locale entra una coppia, il brusio di fondo sale man mano che questa s’avvicina al bancone o alla zona dei tavolini. Fra l’altro i nuovi entrati sono tutto tranne che due brutte persone, entrambe sui quaranta ben portati, vestite in modo sobrio ma allo stesso tempo elegante, e l’unico aspetto che spicca è che chi comanda è chiaramente lei, con lui che la segue un passo indietro e la testa leggermente chinata in avanti.
In realtà c’è un particolare che un po’ stona, ed è la borsa della donna, decisamente troppo grande per non contenere qualcosa di grosso, anche se lei la porta senza fare alcuno sforzo.
Di solito quando entra una coppia del genere è alla ricerca di un uomo spesso solo passivo, per metter su un triangolo bisex dove il lui che entra è quello dominante, ma questa come detto è diversa, e di sicuro vuole qualcosa di diverso.
Quando arrivano al bancone è lei a ordinare per entrambi, due cocktail a basso contenuto alcolico che preparo velocemente, curioso di sapere cosa li ha spinti nel mio locale.
“Ecco quello che m’avete chiesto.” dico loro portando i due bicchieri “Serve altro ?”
“Sì un uomo con un gran cazzo che scopi entrambi.” risponde lei con lo stesso tono col quale aveva ordinato da bere.
Anche se da sempre preferivo scopare gli uomini, trovandoli molto più troie delle donne, quella aveva un suo fascino unito a una schiettezza che non si poteva non ammirare.
“Posso chiedere qualche particolare in più, sa com’è non vorrei indirizzarvi verso la persona sbagliata.” chiesi con una forse malcelata curiosità.
“La situazione è molto semplice, lo stronzo m’ha messo le corna, e fin qui nulla di nuovo anche perché è così coglione da non saper nascondere le prove delle sue scappatelle. L’ultima volta però non s’è portato a letto una delle solite troiette dietro alle quali corre tutto il giorno, ma mia sorella che va detto è una grandissima puttana, ma a lei penserò un’altra volta.” mi spiegò la donna con una calma che doveva nascondere tanta rabbia “Ora gli ho detto che se non vuole divorziare, e sia chiaro con tutte le prove che ho lo rovinerei lasciandogli giusto il lavoro, anche perché poi dovrebbe pagarmi dei sontuosi alimenti, dev’essere lui la puttana, e non solo con me ma anche con un uomo e che sia ben dotato, altrimenti ci sarebbe poco gusto. Infine, lo stronzo mi dovrà vedere scopare, e lei non può immaginare quanto possa essere porca.”
Rimasi in silenzio non tanto per pensare, quanto per guardarli meglio. Lei era la classica quarantenne che se li porta bene, non una bellezza da urlo, ma una donna che non avrebbe problemi a portarsi un uomo degno di questo nome a letto. Il suo aspetto era curatissimo, dal trucco che si vedeva ma non era marcato, alle unghie delle mani fatte all’ultima moda. I gioielli che portava dovevano essere molto costosi, ma non per questo vistosi, quasi volesse nascondere almeno in parte il suo tenore di vita.
Lui invece era fin troppo banale, un bel vestito con dentro una nullità d’uomo, che non parlava mai e del resto era fin troppo chiaro che era già stato tutto deciso da lei.
“Non ho compreso perché vuoi che lo scopi qualcuno oltre a te.”
“Vedi lo stronzo ha fatto il liceo in un collegio, e da quel che so senza ragazze vere la facevano fare a turno a chi capitava, e credo tanto che lui abbia fatto la puttana diverse volte, mettici anche che quando non gli si rizza basta infilargli un dito nel culo ed accade il miracolo !”
“Un’ultima domanda, volete fare adesso o non so domani o anche dopo ?”
“Subito è meglio.” rispose lei “Quindi lei sa dirci a chi dovremmo rivolgerci ?”
“Il mio nome e Teo e volendo in un minuto siamo nel mio appartamento visto è proprio qui sopra, posso sapere come vi chiamate ?”
“Lisa e Nino e per me possiamo andare immediatamente.”
Lasciai il locale nelle mani di Gianni, che da quando non era più prete s’era rivelato un barman di alto livello, anche se ogni tanto spariva nel retro, ma lo lasciavo fare chiudendo non uno ma tutti e due gli occhi.
Feci passare la coppia dall’uscita d’emergenza, più per un mio scrupolo che altro, per poi portarli nel mio appartamento, dove lei mi fece subito comprendere che quelle di prima non erano parole a vuoto.
“Tu stronzo spogliati mentre io scaldo un po’ Teo, che so già essere più uomo di te.” disse al marito per poi cercare le mie labbra con le sue.
Ricambiai il bacio allungando allo stesso tempo entrambe le mani sul suo bel sedere, che lei mise ancor di più alla mia portata alzando la gonna sino alla vita.
“Dimmi Teo di solito scopi solo gli uomini o se trovi la donna giusta non ti tiri indietro ?” mi domandò dopo avermi tolto la maglietta.
“Io scopo le troie, e spesso lo sono di più quelle che davanti hanno il cazzo.” risposi mentre Nino aveva appena finito di spogliarsi “Adesso però vediamo se tuo marito lo è sul serio, o se invece ha bisogno di un aiuto.”
Mi slacciai i jeans e subito dopo feci scendere i boxer, e subito tutti e due guardarono la mia mazza quasi con ammirazione, anche perché quella di Nino era decisamente più piccola.
“Tu in ginocchio e succhiami il cazzo, così dopo ti rompo il culo come desidera tanto la tua signora.” dissi col mio solito tono autoritario all’uomo che si mise sulle ginocchia per poi rimanere immobile, con la faccia a un palmo dal mio membro.
“Dai non essere timido.” gli disse la moglie spingendogli la bocca contro la mia mazza “Facci vedere come te lo succhiava quella troia di mia sorella.”
Non ancora felice d’averlo insultato, Lisa mi prese il pene in mano per farlo entrare nella bocca del marito, che sentendosi sconfitto l’aprì anche se di controvoglia.
A quel punto iniziò quasi una gara fra la donna e me, a chi glielo spingeva più in fondo, mentre lei si spogliava mostrando un fisico tutt’altro che scontato per una donna della sua età.
“Che ne dite d’andare in camera, anche perché ho voglia di rompere questo bel culetto.” dissi alla coppia visto che oramai eravamo tutti nudi.
I due mi seguirono, ma non appena fummo in camera Lisa riprese il comando, andandosi a sedere su un cuscino.
“Tu vieni qui e leccami la fica, voglio godermelo sino in fondo il momento in cui te lo metterà nel culo. Teo mi raccomando nessuna pietà, non puoi capire come voglio vederlo soffrire mentre l’inculi.” ci disse con le gambe ben aperte.
Nino andò subito a leccargliela mettendosi carponi, così a me non rimase che mettere un po’ di lubrificante sulla cappella per poi dirigermi deciso verso il suo culo in bella mostra.
Non so perché ma volli far felice quella donna, che chissà cos’aveva provato quando aveva scoperto che il marito s’era scopata la sorella, così non usai alcuna delicatezza per sodomizzare quell’uomo.
Come d’abitudine feci entrare piano la cappella, poi afferrai saldamente le cosce di Nino e spinsi dentro il suo retto la mia mazza con tutta la forza che potevo usare, facendolo quasi urlare per il dolore.
“T’ha fatto male vero piccolo pezzo merda che non sei altro.” gli disse la moglie schiacciandogli la faccia sulla sua passera “E questo è ancora niente perché poi c’è la sorpresa.”
Non compresi le parole della donna, ma continuai a sodomizzare suo marito, sino a quando non riuscii a metterglielo tutto dentro.
“Hai il culo bello stretto, ma non sono certo il primo a riempirlo di cazzo; quindi, ti piace prenderlo dietro non è vero stronzo.” gli dissi iniziando a scoparlo quasi con rabbia.
Non so perché, ma ero certo che stava godendo, e del resto aveva il pene in piena erezione, chiaro segno che era eccitato. Proprio mentre stavo prendendo un bel ritmo, Lisa si alzò per tornare con la ‘sorpresa’, uno strap-on gigantesco, talmente grosso da mettere in secondo piano il mio membro che pure aveva misure ben oltre la media.
“Mi aiuti a metterlo, è talmente grosso che è un casino anche solo legarselo addosso.” mi disse con un bel sorriso.
“Guarda che con quello puoi fare dei grossi danni, però felice tu felice tutti.” risposi non credendo che sarebbe riuscita a usarlo per tutta la sua lunghezza.
Aiutai Lisa a fissarsi addosso quella bestia, poi lo unsi il più possibile, Perché se era vero che avevo aperto per bene il culo di Nino, lo era altrettanto che non lo era abbastanza per ricevere quel gran pezzo di gomma.
Mi sistemai quindi in modo da bloccare l’uomo, e potergli allo stesso tempo aprire il più possibile le chiappe, poi non mi rimase che gustarmi lo spettacolo di quella folle punizione.
La donna all’inizio era fin troppo impacciata, ma poi senza che le dicessi nulla, iniziò a spingere dentro l’ano del marito il fallo, avanzando un po’ anche lei, sino a quando non ne fece entrare poco più di metà.
“Non pensi che possa bastare ?” chiesi alla donna che si muoveva con notevole difficoltà “In fondo il culo glielo hai sfondato per bene, quindi la tua vendetta l’hai avuta.”
“Hai ragione, anche se manca l’ultima parte, quindi aiutami a liberarmi da questo coso, ma senza farlo uscire dal culo dello stronzo.”
Togliere lo strap-on a Lisa fu più facile che metterglielo, un po’ meno far girare il marito in modo che si sdraiasse sulla schiena con ancora mezza bestia nel retto.
“Teo adesso scopami, e fallo come meglio preferisci.” mi disse la donna dopo essersi messa sopra Nino nel più classico dei sessantanove. L’unica differenza è che mentre lui era quasi costretto a leccarle la passera, lei giochicchiava col fallo che aveva lasciato dentro l’uomo, come se non le fosse bastato quello fatto sino a quel momento.
Di solito non scopo le donne, ma mi resi conto che quella sera non dovevo fare quel che più mi piaceva, ma quello che in fondo era giusto, e non solo perché avrebbe fatto godere di più Lisa.
Così mi sistemai dietro di lei ed entrai dentro quella passera, che era così bagnata che arrivai a fondo corsa quasi senza accorgermene, con lei che inarcò la schiena, gemendo di piacere fin dal primo affondo.
“Oh, sì scopami che mi piace, tu sì che hai un gran cazzo, non come lo stronzo che d’ora in poi la mia fica non la vedrà mai più, e se vuole scopare che vada dalle sue puttane. Fammi godere Teo e fallo davanti a questo stronzo che non mi merita, e mi spiace solo che l’abbia capito troppo tardi.”
La passera di Lisa era così una fonte d’umori che la mia mazza quasi non sentiva nulla, il che prolungò di molto il mio orgasmo, mentre lei ne ebbe diversi, il che mi fece sentire un po’ un toy umano al suo servizio, ma quella sera le mie salde regole erano andate tutte a farsi benedire.
La parte più ‘buona’ di me voleva solo che quella donna godesse il più possibile, anche per farle avere la vendetta perfetta. Credevo infatti che tutto quello che diceva non era solo il frutto di un momento di piacere, ma che l’avrebbe messo in pratica, iniziando proprio dal non avere più rapporti col marito.
Quando sentii finalmente arrivare il mio orgasmo, tirai fuori la mazza da quel pozzo d’umori, e lo schizzai sulla faccia di Nino, che immobilizzato com’era non poté opporsi a quella piccola doccia di sperma.
“Ora sì che sei un perfetto cornuto.” gli dissi come ultima umiliazione.
Diedi a tutti e due il tempo necessario per riprendersi, soprattutto a Nina che era palese non avesse avuto un rapporto così piacevole da chissà quanto tempo.
Li vidi quindi uscire senza che dicessero una parola, ma dentro di me c’era la convinzione che prima o poi li avrei rivisti, anche se ero più sicuro che si sarebbe fatta viva lei da sola che col marito.
Quando tornai nel locale Gianni stava facendo le pulizie, e come d’abitudine non mi disse nulla, anche se un sorrisetto alquanto compiaciuto valeva più di mille parole.

 

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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📚 Dettagli Serie

Teo
Capitoli: 3
Lettura Totale: 35 min
Viste Totali: 👁️ 60
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Iniziata il: 3 Agosto 2026

Dettagli Racconto

Pubblicato: 3 Agosto 2026
Modificato: 3 Agosto 2026
Lettura: 11 min
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Generi:
Tradimenti & Cuckold
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