Il ritorno del predatore

Racconto

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Disclaimer: I racconti presenti in questa sezione sono opere di pura fantasia scritte dagli utenti.
Qualsiasi riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.

Il suono della chiave che gira nella serratura dopo mesi di assenza non è un rumore metallico, è un segnale di guerra. Quando varco la soglia, l’aria dell’appartamento mi investe con un odore che ho sognato nelle notti più gelide: il profumo di Iris, un misto di gelsomino, polvere di cipria e quel sentore muschiato che emana solo la sua pelle quando è in attesa.

Non ci sono parole. Un guerriero che torna dal fronte urbano, stanco di facce finte e cemento, non cerca conversazione. Cerca sangue, calore e sottomissione. Iris è lì, in piedi vicino alla finestra, la sagoma disegnata dalla luce della luna. Indossa un abito di seta liquida, una trappola color smeraldo che scivola sulle sue curve come acqua.

Le vado incontro con il passo pesante di chi rivendica un territorio. Non la bacio subito. La afferro per le spalle, sentendo la sua struttura delicata sussultare sotto le mie mani callose. La giro di schiena, premendo il mio petto contro la sua colonna vertebrale. Sento il suo cuore battere all’impazzata, un uccellino in gabbia che sa di stare per essere liberato. Le scopro il collo, spostando la massa dei capelli corvini, e affondo i denti nel lobo dell’orecchio, poi scendo verso il trapezio. La sento gemere, un suono basso, gutturale, che accende in me una ferocia cieca.

Le mie mani scendono, possessive. Afferro i suoi seni da dietro, premendo i palmi contro la stoffa leggera. I capezzoli sono già due punte d’acciaio che bucano la seta, turgidi, elettrici. Li torturo tra pollice e indice, tirandoli finché lei non inarca la schiena, offrendosi al mio tocco. Non c’è dolcezza in questo, solo la conferma che lei è mia, in ogni singola fibra.

Con i denti afferro il laccio che tiene chiuso l’abito sulla nuca. Un colpo secco e la seta si arrende, scivolando a terra in un fruscio che suona come una resa incondizionata. Iris rimane nuda, se si esclude quel sottile filo di pizzo nero che taglia in due la perfezione dei suoi glutei. La guardo. È una mela matura, pronta a spaccarsi sotto la pressione della mia fame. Le sfilo il pizzo con un gesto lento, quasi cerimoniale, lasciando che il mio alito caldo colpisca il solco tra le chiappe. Lei trema, le gambe che iniziano a cedere.

È lei a prendere l’iniziativa, mossa da una frenesia che rispecchia la mia. Si gira, i suoi occhi ardono di una luce febbrile. Le sue dita corrono alla mia cintura. Sento lo scatto del metallo, il rumore della zip che scende. Lei non perde tempo in preliminari timidi. Mi libera dalla prigione dei pantaloni e quello che trova è uno strumento teso al limite, un’arma di carne venata e pulsante che reclama il suo tributo.

Iris si inginocchia. È la posizione che preferisco: lei che riconosce il mio comando. Afferra il mio cazzo con entrambe le mani, stupita ogni volta dalla sua consistenza imperiale. Inizia a picchiettare la cappella con la punta della lingua, poi scivola lungo l’asta, assaporando il pre-cum lucido che già affiora. La guardo dall’alto, le dita intrecciate nei suoi capelli per guidare il ritmo.

«Tutto, Iris. Prendilo tutto,» ordino con voce roca.

Lei obbedisce. Spalanca la bocca e mi accoglie, affondando finché la gola non accetta l’intera lunghezza. Sento la pressione delle sue labbra, il calore umido del suo interno che sembra volerlo risucchiare fino alle radici. La foga aumenta. Lei spinge, io spingo, in un duetto di strozzature e piaceri estremi. La sua lingua lavora freneticamente sul frenulo, mentre le sue mani stringono le mie palle, pompando la mia eccitazione.

Urlo. È il grido del predatore che ritrova la sua preda. La tiro su per i capelli proprio mentre sento il seme risalire. Non le permetto di staccarsi. Le inondo il viso, schizzi caldi e bianchi che le rigano le guance e le labbra, un marchio di possesso che lei accetta leccandosi le dita, con uno sguardo di pura devozione carnale.

Ma la fame non si placa con un’esplosione. È solo l’inizio. La spingo sul tappeto, tra i cuscini sparsi. Le allargo le cosce con violenza, rivelando la via che porta al centro del suo mondo. La sua figa è un fiore carnoso, rosso, spalancato e grondante di un succo densissimo. L’odore è inebriante: sesso, desiderio e donna.

Mi avvento su di lei come un soldato che non mangia da una settimana. Affondo la faccia tra le sue labbra, sbucciando quel frutto proibito con la lingua. Cerco il suo clitoride, lo martello finché lei non inizia a gridare il mio nome, le dita conficcate nelle mie spalle. Ma non mi basta la superficie.

Voglio il tesoro più profondo. Infilo le dita, poi la lingua, cercando di risalire la corrente di quel fiume caldo. «Ancora, spingi più giù!» urla lei, in preda a un delirio sensoriale. La mia lingua diventa una sonda, un muscolo instancabile che cerca l’essenza stessa della sua femminilità. Più mangio, più la fame aumenta. È un’indigestione di piacere. Sento le pareti della sua vagina contrarsi intorno alla mia bocca, una morsa che reclama la mia invasione definitiva.

Mi sollevo, il cazzo di nuovo marmoreo, e la penetro con un colpo solo, andando a colpire il fondo del suo utero. È un urto sordo, viscerale. Lei incrocia le gambe dietro la mia schiena, serrandomi a sé. Siamo una creatura sola, un groviglio di sudore, respiri mozzati e spinte selvagge.

Cerco di andare oltre, di sfondare ogni barriera. Lei mi sprona, mi graffia, mi supplica di non fermarmi. È una rincorsa verso l’ignoto. E quando arriviamo, l’esplosione è totale. Riversò dentro di lei tutto l’unguento della mia vita, una scarica infinita che ci lascia svuotati, tremanti, ancorati l’uno all’altra sul campo di battaglia della nostra passione.

«Amore mio…» sussurra lei tra i capelli, mentre il silenzio torna a regnare nell’appartamento. Ma è un silenzio diverso. È il silenzio della pace dopo la conquista.

Le fantasie sono fatte per essere vissute.

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Dettagli Racconto

Pubblicato: 8 Maggio 2026
Modificato: 8 Maggio 2026
Lettura: 5 min
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Commenti: 💬 0
Generi:
Generi vari (Comici, Thriller...), Romantico & Sentimentale
Tag:
Dark Erotica, Degradazione, Maledom, Romance Bdsm, Umiliazione

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